Sarcofago di piombo scoperto vicino Roma

Rinvenuto in una fossa di cemento nell’antica metropoli di Gabii, il sarcofago è piuttosto insolito perché fatto di piombo, materiale presente solo in poche centinaia di sepolture romane. La lamina di piombo del peso di circa 362 kg è ripiegata intorno al cadavere come un burrito, diversamente dalle altre bare che presentano una classica forma rettangolare con coperchio. Purtroppo scoprire maggiori dettagli circa la persona dentro la bara di piombo sarà difficile, poichè le radiografie e la TAC non possono penetrare il piombo troppo spesso lasciando così ai ricercatori metodi potenzialmente pericolosi per esaminare i resti all’interno.

Misterioso declino di un alleato di Roma

Il sarcofago è stata una scoperta sorprendente effettuata nel 2009 durante la campagna di scavo più grande mai effettuata a Gabii. Il prof. Becker e il suo collega Nicola Terrenato hanno ricevuto i finanziamenti per il progetto in corso dal comitato della National Geographic Society. Gabii è stata fondata nel X sec. BCE ad appena 18 km da Roma ed è fiorita per secoli a fianco della sua fiorente vicina a cui era legata da un trattato di amicizia. Passeggiare per le strade di Gabii era la stessa cosa che attraversare Roma, dove la densità della popolazione aveva reso la città affollata, rumorosa e sporca. Tuttavia tra il II-III sec. ACE Gabii subisce un drastico ridimensionamento sino a scomparire del tutto a partire dal IX sec. ACE. Le cause di questo declino non sono chiare, ma è ragionevole pensare che la continua espansione di Roma finì per eclissare Gabii.

Il sarcofago contiene il corpo di una persona importante?

Il mistero che circonda la società di Gabii rende il ritrovamento della bara di piombo ancora più interessante. All’epoca della sepoltura il piombo era un metallo prezioso e tutte le sepolture di questo tipo ritrovate in Europa appartengono a soldati, membri d’élite della Chiesa ed a gladiatori. In realtà molti sarcofagi di piombo contengono i corpi di donne di alto rango e adolescenti. Tuttavia le prime datazioni date alla sepoltura, IV-V sec. ACE, escluderebbero l’ipotesi del gladiatore, poichè l’epoca d’oro di tali personaggi era ormai passata da secoli.

Una sepoltura inusuale

Una della nomalie più importanti è la presenza di questa sepoltura all’interno delle mura cittadine, un vero e proprio tabù per le concezioni religiose romane. Il prof. Becker, capo della missione archeologica, sostiene che probabilmente ci furono validi motivi che portarono alla decisione di seppellire il corpo all’interno della città.
“Per vedere qualcuno che a prima vista è una persona di alto livello sociale associati a strati successivi della città… apre una nuova potenzialmente conversazione su questo crepuscolo urbano nell’Italia centrale”.

Una straordinaria conservazione

La missione principale dell’equipe di archeologi è quella di socprire l’identità della persona sepolta all’interno del sarcofago. Sino ad ora l’unico indizio sono le ossa del piede che spuntano da un lato della bara e che suggeriscono un ottimo stato di conservazione della salma. Altre sepolture di piombo hanno dimostrato che tale materiale permette una straordinaria conservazione dei tessuti, anche se l’apertura da cui spuntano i piedi suggerisce che l’aria entrata all’interno abbia accelerato la decomposizione del corpo. In ogni caso l’analisi delle ossa permetterà di capire molte cose non solo sull’identità e sulla vita dell’individuo sepolto ma anche sulla storia della città di Gabii.

L’apertura del sarcofago può nascondere dei pericoli?

L’apertura del sarcofago potrebbe essere pericolosa sia per gli archeologi che per la salma all’interno; infatti il taglio del piombo potrebbe sprigionare delle polveri cancerogene così come l’esposizione ai batteri potrebbe danneggiare facilmente il cadavere. Così il sarcofago sarà trasportato in una camera di sicurezza dove gli archeologi faranno delle analisi preventive. In caso di esiti negativi sarà necessario trovare una clean room, simili a quelle utilizzate dalla NASA, in cui aprire la bara in tutta sicurezza. In ogni caso si sta per aprire una nuova finestra sulla storia attraverso la vita di qualcuno vissuto e morto più di 1700 anni fa.

Fonte: nationalgeographic.com

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