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	<title>Ancient World Magazine</title>
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	<description>Discovering Lost Civilizations</description>
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		<title>Una stele di Seleuco IV</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Vicino Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[Una stele ricostruita lo scorso febbraio porta inciso un antico comunicato reale legato alla rivolta dei Maccabei del 167-164 bce. Il testo è stato recentemente decifrato dopo aver messo insieme quattro pezzi – tre trovati sotto l'egida di Ian Stern a Beit Guvrin's Tel Maresha nel 2005 e 2006 e uno (il più grosso) donato all'Israel Museum nel 2007.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una stele ricostruita lo scorso febbraio porta inciso un antico comunicato reale legato alla rivolta dei Maccabei del 167-164 bce. Il testo è stato recentemente decifrato dopo aver messo insieme quattro pezzi – tre trovati sotto l&#8217;egida di Ian Stern a Beit Guvrin&#8217;s Tel Maresha nel 2005 e 2006 e uno (il più grosso) donato all&#8217;Israel Museum nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comunicato venne mandato dal re greco-siriano Saleuco IV alla dirigenza giudea nel 178 bce – undici anni prima della rivolta maccabea. Nel messaggio, presumibilmente da esporsi nel centro ebraico di Maresha, Eliodoro è formalmente informato che Olimpiodoro è stato nominato, tra le altre cose, di sovrintendere l&#8217;esazione di tasse con &#8220;moderazione&#8221; da tutti i principali santuari dentro le satrapie (o province) della Celesiria e della Fenicia – ovvero anche dal Tempio di Gerusalemme.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il dott. Dov Gera l&#8217;obiettivo era espandere la giurisdizione finanziaria dei Seleucidi. Fino a quel momento infatti, l&#8217;impero non aveva tassato gli ebrei della regione: il padre di Seleuco IV, Antioco III, permise agli ebrei una certa autonomia che il figlio inizialmente continuò ad operare, fino a quando però, indebitato e debitore verso i Romani, non ebbe bisogno dei loro soldi. Eliodoro è descritto nel Secondo libro dei Maccabei per aver causato il primo aperto conflitto tra seleucidi ed ebrei avendo provato a saccheggiare il Tempio di Gerusalemme nello stesso anno del comunicato, il 178 bce. Gera sostiene però che a provare ad entrare nel Tempio (e ad essere respinto) non fu Eliodoro, ma Olimpiodoro (un personaggio &#8220;minore&#8221;). In ogni caso, la stele dunque testimonia il significativo cambiamento in negativo nella politica seleucide sull&#8217;autonomia ebraica. Quel cambiamento culminò nelle misure restrittive di Antioco IV (fratello minore di Seleuco IV nonchè suo successore) verso gli ebrei di Giudea; il conseguente saccheggio del Tempio di Gerusalemme nel 168-167 bce, sconsacrato e adibito al culto pagano di Zeus Olimpo, provocò la rivolta maccabea.</p>
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		<title>Israele. Rinvenuti resti di un affresco in stile Minoico</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 09:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Vicino Oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[A Tell Kabri (Israele) sono stati rinvenuti recentemente dei resti di un affresco in stile Minoico, riconoscibile dallo sfondo blu. Tell Kabri sarebbe dunque l'unica città cananea – all'epoca (2000-1550 bce), la più importante della Galilea occidentale – a non aver adottato l'arte di stile siriaco o mesopotamico, come fece per esempio Tel Hazor (nel nord della Galilea), la più grande città cananea di quel periodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A Tell Kabri (Israele) sono stati rinvenuti recentemente dei resti di un affresco in stile Minoico, riconoscibile dallo sfondo blu. Tell Kabri sarebbe dunque l&#8217;unica città cananea – all&#8217;epoca (2000-1550 bce), la più importante della Galilea occidentale – a non aver adottato l&#8217;arte di stile siriaco o mesopotamico, come fece per esempio Tel Hazor (nel nord della Galilea), la più grande città cananea di quel periodo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-74"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il dott. Yasur-Landau spiega: &#8220;La conservazione della città ci permette di ottenere un&#8217;immagine completa della vita politica e sociale del periodo cananeo. Possiamo rivelare se avesse o no un governo centrale, se le tasse venissero riscosse, quale tipo di agricoltura ci fosse e come venisse condotta la politica a quei tempi&#8221;. Finora i resti di un affresco di Tel Kabri, simili a quelli trovati sull&#8217;isola di Santorini, potevano essere una coincidenza. Tuttavia, secondo Yasur-Landau, i resti di altre opere fanno pensare a relazioni commerciali e culturali tra le due civiltà.</p>
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		<title>Il pilone di un tempio di Iside</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 08:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Egittologia]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata recuperata dalle acque del porto di Alessandria (Egitto) una torre che originariamente era parte di un pilone – il tipico ingresso monumentale di un tempio egizio composto da due torri rastremate. Il tempio era dedicato a Iside Lochia, dea della maternità e della fertilità, associata anche alla magia e all'oltretomba. Era situato a Capo Lochia e risale almeno a 2050 anni fa (ma probabilmente è molto più antico) e affondò nel mare in seguito ai terremoti del IV secolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-71" title="5026-pilone" src="http://www.ancientworldmagazine.net/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/5026-pilone-150x150.jpg" alt="5026-pilone" width="150" height="150" />È stata recuperata dalle acque del porto di Alessandria (Egitto) una torre che originariamente era parte di un pilone – il tipico ingresso monumentale di un tempio egizio composto da due torri rastremate. Il tempio era dedicato a Iside Lochia, dea della maternità e della fertilità, associata anche alla magia e all&#8217;oltretomba. Era situato a Capo Lochia e risale almeno a 2050 anni fa (ma probabilmente è molto più antico) e affondò nel mare in seguito ai terremoti del IV secolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-68"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo antiche fonti era vicino al mausoleo di Cleopatra; lo stesso Hawass ne è convinto: &#8220;La torre è unica fra le antichità di Alessandria. Crediamo che fosse parte del complesso circostante al palazzo di Cleopatra&#8221;. Da quel palazzo la dinastia tolemaica regnò sull&#8217;Egitto. Lì la regina Cleopatra, ultimo membro di quella dinastia, corteggiò il generale Romano Marco Antonio. Il geoarcheologo Jean-Daniel Stanley dice: &#8220;Il culto di Iside era così potente [che] non c&#8217;è da stupirsi che Cleopatra scelse [di abitare] vicino al tempio&#8221;. La torre starà per sei mesi in una vasca di acqua dolce, cioè fino a quando non verrà dissolto tutto il sale – che l&#8217;ha preservata sott&#8217;acqua, ma che la danneggerebbe una volta esposta. Venne tagliata da una singola lastra di granito rosso cavata ad Assuan (o Aswan), ovvero a più di 1100 chilometri a Sud. Scoperta da una spedizione greca nel 1998 insieme ad altri 400 manufatti, è il primo importante manufatto estratto dal porto dal 2002, quando le autorità fermarono questo genere di recuperi per paura di danneggiamenti. Questo caso però è un&#8217;eccezione: si tratta infatti della colonna portante dell&#8217;ambizioso progetto di un museo sommerso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora in fase progettuale, il museo subacqueo permetterà ai visitatori di camminare in tunnel sott&#8217;acqua per vedere da vicino le rovine inabissate; potrebbe persino includere un sottomarino su rotaie. La sezione sopra all&#8217;acqua dovrebbe essere caratterizzata da strutture a forma di vela. Si spera che i lavori comincino alla fine del 2010. Hawass dice: &#8220;Se lo studio mostra che è possibile, questo potrebbe diventare un posto magico, sia sopra sia sott&#8217;acqua. Se puoi [sentire] il mare qui, puoi [sentire] la storia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un museo temporaneo in centro ospiterà la torre e circa altri 200 oggetti recuperati nei fondali di questa zona nell&#8217;ultimo decennio. Secondo il capo del dipartimento di archeologia sottomarina della città, Ibrahim Darwish, le esplorazioni di queste rovine hanno portato alla luce circa 6000 manufatti, mentre altri 20000 sono sparsi davanti ad altre parti della costa di Alessandria – tra cui dozzine di sfingi e presunti pezzi del Faro di Alessandria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte</strong>: <em>ilfattostorico.com</em></p>
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		<title>Scoperta una fornace d&#8217;epoca romana sotto la Stazione di Cariati</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 08:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Civiltà Italiche]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Cariati – Sotto l'area della stazione ferroviaria di Cariati è stata rinvenuta una importante fornace di epoca romana, databile tra la metà del I e II secolo dopo Cristo. Si tratta di una scoperta definita di notevole valore ed importanza e che va tra l'altro ad aggiungersi all'individuazione, sempre nella stessa area, di una villa romana, da parte del prof. Armando Taliano Grasso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cariati – Sotto l&#8217;area della stazione ferroviaria di Cariati è stata rinvenuta una importante fornace di epoca romana, databile tra la metà del I e II secolo dopo Cristo. Si tratta di una scoperta definita di notevole valore ed importanza e che va tra l&#8217;altro ad aggiungersi all&#8217;individuazione, sempre nella stessa area, di una villa romana, da parte del prof. Armando Taliano Grasso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-65"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, da fonti ufficiali, è emerso che la scoperta archeologica cariatese è stata censita citata e spiegata, nella giornata di venerdì 25 settembre, anche in occasione del 49° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Graecia svoltosi a Taranto, appuntamento scientifico annuale di prestigio ed eco mondiali, organizzato dall&#8217;Istituto per la Storia e l&#8217;Archeologia della Magna Graecia. La conferma ufficiale ed ormai documentata dell&#8217;ultimo rinvenimento cariatese è emersa nel corso di un ultimo sopralluogo congiunto presso il cantiere dei lavori per il sottopasso di prossima apertura, svoltosi nei giorni scorsi, alla presenza del Sindaco di Cariati Filippo Sero, del Presidente del Consiglio comunale Cataldo Minò, dell&#8217;architetto Francesco Lico e dell&#8217;ingegnere Felice Lo Presti per Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e del dottor Ernesto Salerno, uno degli archeologi della Soprintendenza della Calabria che hanno lavorato sul sito romano rinvenuto in occasione dei lavori presso la stazione FS alla Marina che si conferma essere – è questa l&#8217;opinioni si studiosi e ricercatori – un&#8217;area oggettivamente importante, che arricchisce il patrimonio archeologico della Magna Graecia e stuzzica la già rinomata vocazione turistico-culturale di Cariati, stazione romana col nome di Paternum – era stata proprio l&#8217;individuazione dei resti della fornace romana, emersa nel corso dei lavori per la realizzazione del sottopasso nell&#8217;ambito della complessiva riqualificazione della stazione ferroviaria di Cariati ad aver costretto la ditta esecutrice dei lavori a sospendere i lavori, per consentire i necessari accertamenti sul sito archeologico. – Ciò ha poi comportato la modifica del progetto originario e l&#8217;interruzione successiva dei lavori per il sottopasso che, in ogni caso, sarà aperto al pubblico per la metà del prossimo mese di gennaio – così è stato assicurato dai responsabili di RFI. Ad oggi, il sito archeologico risulta ricoperto con modalità e tecniche proprio per consentire la futura riapertura dello scavo, la massima tutela attuale di quanto già individuato e quindi la prosecuzione dei lavori per far venire meglio e di più alla luce l&#8217;importante scoperta. – Nel corso del sopralluogo è stato altresì ribadito l&#8217;impegno congiunto di RFI, Comune di Cariati e della Soprintendenza della Calabria, per individuare, con coinvolgimento della Regione Calabria, altre ed ulteriori fonti di finanziamento, sia per portare alla luce la fornace romana sia soprattutto per realizzare, così come previsto, l&#8217;indispensabile ed imprescindibile rampa per i diversamente abili, oggi sospesa proprio e soltanto per le modifiche intervenute a tutela dell&#8217;integrità del sito archeologico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte</strong>: <em>sibarinet.it</em></p>
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		<title>Ancient World Magazine</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 12:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce oggi Ancient World Magazine, la webzine per riscoprire le antiche civiltà.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-4" title="AZTEC_CALENDAR_by_JUSTINaples" src="http://www.ancientworldmagazine.net/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/AZTEC_CALENDAR_by_JUSTINaples-150x150.jpg" alt="AZTEC_CALENDAR_by_JUSTINaples" width="150" height="150" />Nasce oggi Ancient World Magazine, la webzine per riscoprire le antiche civiltà.</p>
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